Misure di Radon

Codice europeo contro i tumori.
Dodici modi per ridurre il rischio!

Codice europeo contro i tumori, dodici modi per ridurre il rischio.

Verifica di non essere esposto a livelli elevati di radiazioni naturali di RADON in casa tua: prendi iniziative per ridurli; chiedici come fare. CHIAMACI ADESSO!

È stata varata una nuova versione on-line del Codice europeo contro il cancro (European code against cancer) che identifica 12 azioni che le persone dovrebbero intraprendere per ridurre il proprio rischio di cancro.

Il Codice è stato realizzato dalla Iarc (International agency for research on cancer), l’agenzia specializzata sul cancro dell’OMS, con la partecipazione della Commissione europea, in uno stile colloquiale e diretto alle persone comuni.

Si tratta della quarta versione dell’opera, caratterizzata da molte novità: per la prima volta si considerano i livelli naturali di radon nelle case (associati al tumore polmonare) e si esorta a evitare i lettini solari (contro i tumori cutanei).

È poi introdotta la raccomandazione alla vaccinazione contro l’HPV nelle ragazze. Lo sforzo complessivo è stato quello di dare indicazioni con un approccio positivo e in modo molto semplice, ha spiegato Joachim Schüz, direttore della sezione Ambiente e Radiazione all’IACR di Lione (Francia).

Ecco la lista:
1) Non fumare e né fare uso di qualsiasi forma di TABACCO.

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Radon negli ambienti residenziali.

Interventi su costruzioni esistenti.

 

Si utilizzano tecniche di intervento semplici per non arrecare eccessivi danni all’abitazione.

 

Interventi su edifici nuovi o in fase di costruzione.

 

E’ possibile mettere in atto tecniche adeguate per limitare o evitare completamente la fuoriuscita del Radon dal terreno.

 

I nuovi regolamenti edilizi si devono adeguare alle raccomandazioni europee Raccomandazione 143/90.

 

Le tecniche d’intervento che permettono la fuoriuscita del gas radon dalle abitazioni si suddividono essenzialmente in tecniche attive e tecniche passive.

 

Queste ultime, dove possibile, sono da preferirsi perché più semplici e meno onerose.

 

In ogni caso ogni intervento di mitigazione deve essere dimensionato sulla base delle reali concentrazioni rilevate nell’abitazione ed è quindi necessario eseguire, prima di ogni altra cosa, un rilievo di Radon.

 

I rilievi devono avere tempi di integrazione medio lunghi poiche’ il valore di riferimento e’ sempre un valore di media annua.

 

Per questa ragione sono da evitare i metodi brevi a 24 o 48 ore che vanno lasciati a Professionisti che adottano protocolli codificati.

RADOSYS, scelto per esperienza. Nient’altro!

Le misure per determinare la concentrazione di Radon in ambienti “in-door” sono state oggetto di numerose dispute ed approfondimenti soprattutto negli ultimi anni.

Sono stati messi a punto molteplici metodi di misura, ma nessuno di questi è stato eletto a metodo “universale”.

FGM Ambiente esclusivista Italia per Radosys

In prossimità del recepimento della direttiva 26/99 Euratom (dlgs. 241/00) abbiamo pensato, anche grazie alla nostra esperienza decennale nel campo della radioattività ambientale, di intraprendere la strada della commercializzazione in Italia del primo vero sistema di lettura automatico che utilizza i rivelatori plastici Cr-39 a traccia.

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Linee guida per le misure di Radon in ambienti residenziali.

Il radon ed i suoi prodotti di decadimento sono uno degli argomenti di maggiore attualità nell’ambito dei fattori fisici di rischio ambientale. Essi sono considerati tra i principali inquinanti dell’aria indoor, classificati come agenti cancerogeni di gruppo 1 (agenti di accertata cancerogenicità per l’uomo) dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC/OMS) [1, 2, 3].

Linee guida per misure di Radon in ambienti residenziali.

Linee guida per misure di Radon in ambienti residenziali.

La presenza del radon nelle abitazioni dipende principalmente dalla tipologia del suolo sul quale è costruito l’edificio e dai materiali da costruzione utilizzati. Normalmente il radon penetra nelle abitazioni dalla parte inferiore dell’edificio (crepe, fessure, canali, tubazioni ecc. nella pavimentazione o nelle pareti a diretto contatto con il terreno).

Alcuni materiali da costruzione contenenti minerali di origine vulcanica (p. es. certi tipi di tufi utilizzati essenzialmente nel Centro-Sud dell’Italia) possono emettere quantità di radon non trascurabili che si vanno a sommare al contributo dovuto all’emissione dal suolo.

In Italia, a differenza dei luoghi di lavoro (D.lgs n. 230/1995 – D.lgs n. 241/2000, capo III-bis), non esistono per gli ambienti di vita disposizioni a carattere normativo che stabiliscano i livelli di riferimento per la salvaguardia della popolazione dai rischi derivanti da esposizioni a sorgenti naturali di radiazioni e le misure da intraprendere in caso di loro superamento [4, 5, 6, 7, 8].

A livello europeo, è stata emanata la Raccomandazione 90/143/Euratom del 21/II/1990 sulla tutela della popolazione contro l’esposizione al radon in ambienti chiusi. Essa individua in 400 Bq/m3 il livello di concentrazione media annua di gas radon per un’azione correttiva per gli edifici già esistenti, mentre per gli edifici da costruire il livello di concentrazione danon superare è di 200 Bq/m3.

Alcuni paesi hanno adottato valori di riferimento, raccomandati o imposti con valore normativo come indicato in tabella n. 1.1. Anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha raccomandato dei livelli di azione per la concentrazione di radon nelle abitazioni nella misura di 200 Bq/m3.

Nonostante l’assenza di normative specifiche, i vari laboratori p.e. i Centri di Riferimento Regionali per la Radioattività presenti sul territorio italiano hanno intrapreso già da tempo una serie di iniziative volte a determinare la concentrazione di radon nelle abitazioni e scuole delle regioni italiane attraverso numerose campagne di misura. Di particolare rilevanza è l’Indagine Nazionale sulla radioattività naturale nelle abitazioni, condotta nei primi anni novanta e coordinata dall’ISS e dall’ENEA-DISP (ora APAT) [9, 10, 11].

Uno studio effettuato nell’ambito delle attività del CTN-AGF (anno 2001, TASK 06-12-2001 “Rassegna nazionale delle iniziative di monitoraggio in tema di radon per la caratterizzazione del territorio”) conferma che, a tutto il 2001, erano state effettuate, o erano in corso di svolgimento, numerose campagne di misura a valenza territoriale rivolte alla determinazione dei livelli di concentrazione di radon nell’aria indoor di edifici abitativi o scuole (Allegato A). Allo stesso tempo, questa rassegna evidenzia una notevole varietà d’approccio al problema, in modo particolare per quanto riguarda le strategie utilizzate per il campionamento delle abitazioni dove effettuare le misure, gli strumenti ed i metodi di misura utilizzati e la durata del periodo di esposizione dei rivelatori (si veda anche Allegato B).

Scarica il documento completo.

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Rischio Radon, come contenerlo?

Considerazioni sugli aspetti di comunità e prevenzione lavorativa, ma anche sulla misura e valutazione integrata con i diversi inquinanti indoor, fino agli interventi di prevenzione tecnica adottabili.

Leggi l’articolo.

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Tesi: Determinazione della concentrazione del Gas Radioattivo Radon …

Determinazione della concentrazione del Gas Radioattivo Radon attraverso l’analisi delle tracce nucleari prodotte dai prodotti di decadimento del Radon su matrici polimeriche (PADC).
Scarica il PDF della tesi completa.

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Misure di Radon indoor nelle abitazioni del Veneto.
Indicazioni per le misure.

La tipologia di misure che si prospetta per caratterizzare un valore di radon rappresentativo dell’abitazione è quella di valutazioni annuali (con impiego dunque di uno o più dosimetri ad integrazione basati su rivelatori di tracce o elettreti): l’anno infatti è l’unità temporale adatta per mediare sulle fluttuazioni connesse a clima ed uso della casa.

Si dà indicazione per un’unica determinazione al piano più basso dell’abitazione (sotterraneo/seminterrato escluso, purché non esaustivo dell’abitazione), in un locale ad alta frequentazione diverso da bagno o cucina. La scelta del piano più basso dell’abitazione è cautelativa, poiché ivi mediamente si rinvengono le concentrazioni più elevate di radon, in quanto in genere il suolo è la causa principale dell’ingresso del gas nell’abitazione.

È raccomandato il normale uso dell’abitazione e il mantenimento delle normali abitudini di vita, proprio per avere una più accurata stima della reale esposizione al radon e ai suoi prodotti di decadimento.

Il dosimetro va posizionato in un luogo “aperto”, ossia che non sia schermato rispetto all’ambiente abitato.

Al termine dell’esposizione il dosimetro va rispedito all’organismo di misura nel più breve tempo possibile (qualche giorno), utilizzando sistemi rapidi di invio postale. Questo evita che il dosimetro sia soggetto ad esposizioni aggiuntive rispetto a quelle della propria abitazione.

L’organismo di misura deve avere cura di preservare opportunamente il dosimetro per il periodo precedente all’esposizione.

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I Rivelatori di Gas Radon RSKS.

scheda tecnica rivelatori RSKS

Rivelatori RSKS

Alleghiamo la scheda tecnica dei rivelatori RSKS, che potete vedere cliccando qui:
Scheda Tecnica Rivelatori RSKS