Prevenzione

Codice europeo contro i tumori.
Dodici modi per ridurre il rischio!

Codice europeo contro i tumori, dodici modi per ridurre il rischio.

Verifica di non essere esposto a livelli elevati di radiazioni naturali di RADON in casa tua: prendi iniziative per ridurli; chiedici come fare. CHIAMACI ADESSO!

È stata varata una nuova versione on-line del Codice europeo contro il cancro (European code against cancer) che identifica 12 azioni che le persone dovrebbero intraprendere per ridurre il proprio rischio di cancro.

Il Codice è stato realizzato dalla Iarc (International agency for research on cancer), l’agenzia specializzata sul cancro dell’OMS, con la partecipazione della Commissione europea, in uno stile colloquiale e diretto alle persone comuni.

Si tratta della quarta versione dell’opera, caratterizzata da molte novità: per la prima volta si considerano i livelli naturali di radon nelle case (associati al tumore polmonare) e si esorta a evitare i lettini solari (contro i tumori cutanei).

È poi introdotta la raccomandazione alla vaccinazione contro l’HPV nelle ragazze. Lo sforzo complessivo è stato quello di dare indicazioni con un approccio positivo e in modo molto semplice, ha spiegato Joachim Schüz, direttore della sezione Ambiente e Radiazione all’IACR di Lione (Francia).

Ecco la lista:
1) Non fumare e né fare uso di qualsiasi forma di TABACCO.

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Radon e tumore al polmone.

 

Tumore al polmone. Il Radon è la seconda causa: l’’ISS attiva un sito web dedicato.

Nasce “Il radon e il Piano Nazionale Radon”, un sito web dove trovare informazioni sugli effetti del radon e sulle campagne per ridurne i rischi. La piattaforma si struttura in 10 sezioni, un sommario e una sezione di collegamenti. Il tutto all’interno del Piano Nazionale Radon.

Leggete il bellissimo articolo di Viola Rita.

 

Radioattività e acque potabili
Direttiva 2013/51.

E’ stata pubblicata, il giorno 7 Novembre 2013, la Direttiva 2013/51 del 22 Ottobre 2013, che “che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano“.

Scarica la nuova Direttiva in formato .doc, .pdf e .htm e nelle 24 (meno una) lingue ufficiali dell’Unione, dal Sito del Giornale Ufficiale dell’Unione Europea.

La direttiva in lingua inglese e italiana.

Radioattività e acque potabili - Direttiva Europea 2013/51

Radioattività e acque potabili – Direttiva Europea 2013/51.

 

Le disposizioni della Direttiva sostituiscono quelle della Direttiva 98/83/CE per quanto riguarda i requisiti per la protezione sanitaria della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano.

La Direttiva riguarda le acque destinate al consumo che non siano …

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Radon, la guida ISPESL per il cittadino.

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Il radon

è un gas radioattivo immesso nell’’aria ambiente e proveniente dal decadimento dell’’uranio presente nelle rocce, nel suolo e nei materiali da costruzione.
Tende ad accumularsi negli ambienti confinati (ambienti indoor), dove in alcuni casi può raggiungere concentrazioni tali da rappresentare un rischio significativo per la salute della popolazione esposta.
È considerato la seconda causa di cancro al polmone dopo il fumo di tabacco e ad esso sono attribuiti dal 5 al 20% di tutti i casi (da 1.500 a 5.500 stimati per la sola Italia all’anno).
Gli edifici maggiormente a rischio sono quelli costruiti su ….
(**)
Il resto lo potete leggere scaricando l’ebook “Il Radon in Italia: guida per il cittadino” messo a disposizione dall’ISPESL

(**) Estratto dalla intestazione della Guida al Radon pubblicata da ISPESL. 

Linee guida per le misure di Radon in ambienti residenziali.

Il radon ed i suoi prodotti di decadimento sono uno degli argomenti di maggiore attualità nell’ambito dei fattori fisici di rischio ambientale. Essi sono considerati tra i principali inquinanti dell’aria indoor, classificati come agenti cancerogeni di gruppo 1 (agenti di accertata cancerogenicità per l’uomo) dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC/OMS) [1, 2, 3].

Linee guida per misure di Radon in ambienti residenziali.

Linee guida per misure di Radon in ambienti residenziali.

La presenza del radon nelle abitazioni dipende principalmente dalla tipologia del suolo sul quale è costruito l’edificio e dai materiali da costruzione utilizzati. Normalmente il radon penetra nelle abitazioni dalla parte inferiore dell’edificio (crepe, fessure, canali, tubazioni ecc. nella pavimentazione o nelle pareti a diretto contatto con il terreno).

Alcuni materiali da costruzione contenenti minerali di origine vulcanica (p. es. certi tipi di tufi utilizzati essenzialmente nel Centro-Sud dell’Italia) possono emettere quantità di radon non trascurabili che si vanno a sommare al contributo dovuto all’emissione dal suolo.

In Italia, a differenza dei luoghi di lavoro (D.lgs n. 230/1995 – D.lgs n. 241/2000, capo III-bis), non esistono per gli ambienti di vita disposizioni a carattere normativo che stabiliscano i livelli di riferimento per la salvaguardia della popolazione dai rischi derivanti da esposizioni a sorgenti naturali di radiazioni e le misure da intraprendere in caso di loro superamento [4, 5, 6, 7, 8].

A livello europeo, è stata emanata la Raccomandazione 90/143/Euratom del 21/II/1990 sulla tutela della popolazione contro l’esposizione al radon in ambienti chiusi. Essa individua in 400 Bq/m3 il livello di concentrazione media annua di gas radon per un’azione correttiva per gli edifici già esistenti, mentre per gli edifici da costruire il livello di concentrazione danon superare è di 200 Bq/m3.

Alcuni paesi hanno adottato valori di riferimento, raccomandati o imposti con valore normativo come indicato in tabella n. 1.1. Anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha raccomandato dei livelli di azione per la concentrazione di radon nelle abitazioni nella misura di 200 Bq/m3.

Nonostante l’assenza di normative specifiche, i vari laboratori p.e. i Centri di Riferimento Regionali per la Radioattività presenti sul territorio italiano hanno intrapreso già da tempo una serie di iniziative volte a determinare la concentrazione di radon nelle abitazioni e scuole delle regioni italiane attraverso numerose campagne di misura. Di particolare rilevanza è l’Indagine Nazionale sulla radioattività naturale nelle abitazioni, condotta nei primi anni novanta e coordinata dall’ISS e dall’ENEA-DISP (ora APAT) [9, 10, 11].

Uno studio effettuato nell’ambito delle attività del CTN-AGF (anno 2001, TASK 06-12-2001 “Rassegna nazionale delle iniziative di monitoraggio in tema di radon per la caratterizzazione del territorio”) conferma che, a tutto il 2001, erano state effettuate, o erano in corso di svolgimento, numerose campagne di misura a valenza territoriale rivolte alla determinazione dei livelli di concentrazione di radon nell’aria indoor di edifici abitativi o scuole (Allegato A). Allo stesso tempo, questa rassegna evidenzia una notevole varietà d’approccio al problema, in modo particolare per quanto riguarda le strategie utilizzate per il campionamento delle abitazioni dove effettuare le misure, gli strumenti ed i metodi di misura utilizzati e la durata del periodo di esposizione dei rivelatori (si veda anche Allegato B).

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Il pericolo nascosto che uccide una persona ogni due giorni.

Quanti conoscono il gas Radon? E quanti sono a conoscenza se nel luogo in cui abitano o risiedono abitualmente vi è questa inquietante presenza? Pochi, per la verità: difatti a quasi nessuno viene in mente di far rilevare la presenza del gas nelle proprie abitazioni.

Radon, il pericolo invisibile che uccide.

Radon – Il pericolo invisibile che uccide.

Questo ignorarne l’eventuale presenza, tuttavia, si stima possa essere nel mondo causa di morte di una persona ogni due giorni per cancro ai polmoni.Il Radon è un nemico subdolo la cui presenza passa inosservata poiché si tratta di un gas incolore, insapore e inodore. Si forma dalla rottura o decadimento dell’uranio contenuto naturalmente nelle rocce e nel sottosuolo. Una volta formatosi, come tutti i gas, tende a volatilizzarsi ed essere respirato da chi ne viene a contatto.L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, o WHO) lo ha inserito insieme al fumo di sigaretta e l’amianto tra le cause numero 1 di cancro. In Italia il gas Radon è considerato la seconda causa di morte per cancro ai polmoni.Uno studio irlandese condotto dal Radiological Protection Institute of Ireland ha stimato di recente che solo in questo Paese ci sono 250mila persone a rischio di morte prematura. In Italia la situazione è forse meno drammatica, tuttavia anche nel nostro Paese la presenza del gas Radon è elevata in particolare in alcune regioni come la Lombardia, il Lazio, la Campagna e il Friuli. Concentrazioni di questo gas si trovano comunque in misura variabile in tutte le regioni.A seguito dello studio irlandese, gli esperti sono in allarme. E la dottoressa Ann McGarry nella nota RPII ha dichiarato che «Nella maggior parte di queste case gli occupanti non sono a conoscenza di viverci con un grave rischio per la salute – e perché non sono a conoscenza del problema, non si possono proteggere».Le concentrazioni di Radon nell’ambiente e nelle abitazioni si misurano in Becquerel per metro cubo (Bq/mc). E, in Europa, i limiti di concentrazione media annua nelle abitazioni è fissato in 400 Bq/mc per le abitazioni costruite prima del 1990; e in 200 Bq/mc per quella posteriori.Una delle soluzioni pertanto rimane informarsi se nella propria zona di residenza – e in particolare nella propria casa – vi è la presenza di gas Radon e, nel caso, prendere provvedimenti: per esempio, installare dei rilevatori e misuratori. Se, a seguito dei controlli, la presenza del gas si rivelasse troppo elevata, spesso non rimane alternativa che cambiare abitazione – se si vuole proteggere la propria salute.[lm&sdp]Fonte foto: Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat).

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