La soluzione al problema Radon

FGMAMBIENTE

FGM Ambiente fornisce soluzioni ai problemi di misurazione della radioattivita\' naturale Gas Radon e della Qualita\' Aria Indoor

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Radon negli ambienti residenziali.

Interventi su costruzioni esistenti.

 

Si utilizzano tecniche di intervento semplici per non arrecare eccessivi danni all’abitazione.

 

Interventi su edifici nuovi o in fase di costruzione.

 

E’ possibile mettere in atto tecniche adeguate per limitare o evitare completamente la fuoriuscita del Radon dal terreno.

 

I nuovi regolamenti edilizi si devono adeguare alle raccomandazioni europee Raccomandazione 143/90.

 

Le tecniche d’intervento che permettono la fuoriuscita del gas radon dalle abitazioni si suddividono essenzialmente in tecniche attive e tecniche passive.

 

Queste ultime, dove possibile, sono da preferirsi perché più semplici e meno onerose.

 

In ogni caso ogni intervento di mitigazione deve essere dimensionato sulla base delle reali concentrazioni rilevate nell’abitazione ed è quindi necessario eseguire, prima di ogni altra cosa, un rilievo di Radon.

 

I rilievi devono avere tempi di integrazione medio lunghi poiche’ il valore di riferimento e’ sempre un valore di media annua.

 

Per questa ragione sono da evitare i metodi brevi a 24 o 48 ore che vanno lasciati a Professionisti che adottano protocolli codificati.

RADOSYS, scelto per esperienza. Nient’altro!

Le misure per determinare la concentrazione di Radon in ambienti “in-door” sono state oggetto di numerose dispute ed approfondimenti soprattutto negli ultimi anni.

Sono stati messi a punto molteplici metodi di misura, ma nessuno di questi è stato eletto a metodo “universale”.

FGM Ambiente esclusivista Italia per Radosys

In prossimità del recepimento della direttiva 26/99 Euratom (dlgs. 241/00) abbiamo pensato, anche grazie alla nostra esperienza decennale nel campo della radioattività ambientale, di intraprendere la strada della commercializzazione in Italia del primo vero sistema di lettura automatico che utilizza i rivelatori plastici Cr-39 a traccia.

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Detectors RSKS.

I detectors RSKS sul vulcano per misurare il radon!…con la radon buster!!!!

Convegno-Radiazioni-Naturali-2013-Vulcano-Sicilia

Detectors RSKS

CONVEGNO NAZIONALE
Radiazioni Naturali: tra conoscenza e ricerca, 24-26 Maggio 2013

Nell’impareggiabile cornice naturale offerta da un’isola vulcanica si è svolto il Convegno AIRM-AIRP sulle Radiazioni Naturali.

giornate-siciliane-radioprotezione-convegno-2013

Convegno Nazionale Radiazioni Naturali.

Per due giornate, esperti di tutta Italia – fisici, medici, biologi, geologi,ingegneri – hanno affrontato gli aspetti diversi di una problematica complessa.

La valutazione dei rischi correlati all’esposizione ad agenti fisici naturali non può prescindere dal ricorso ad un approccio multidisciplinare ed integrato.

Le diverse sessioni:
Radon
Body Nuclides
NORM
Radiazione Ultravioletta
Radiazione Cosmica

E’ stata offerta una panoramica quanto più possibile completa delle radiazioni naturali e del loro impatto sull’uomo e sull’ambiente.

A breve verranno pubblicati gli atti.

Radosys RSV10/100 alla quinta generazione.

Gentile Cliente,
Il sistema Radosys di misura automatico del gas radon utilizzante rivelatori passivi Cr-39 è stato introdotto sul mercato orami 14 anni fa .

In questo periodo Radosys si è affermato sul territorio italiano nei più importanti laboratori di misura pubblici e privati.

Radosys si è caratterizzato come un sistema pratico, affidabile e capace di gestire un numero elevato di misure nel corso di una settimana.

Abbiamo il piacere di annunciare la quinta generazione dello strumento: il sistema RSV10/100.

RSV10/100 rappresenta indubbiamente un’evoluzione al passo con la più moderna tecnologia; impiega cioè un pc tablet interno con microprocessore Intel a 2×1.8 GHz e schermo “touch screen” per eseguire tutte le consuete operazioni di misura ed analisi. Il pc tablet prevede un’uscita VGA per schermo esterno, un’interfaccia Ethernet , n.4 porte USB per connettere dispositivi esterni e la possibilità di connessione WiFi con smartphone, tablet e pc.

La versione RSV10/100 (la 100 è il modello con caricamento automatico delle slides) presenta importanti novità dal punto di vista software:
- La ripetibilità delle lettura è entro l’1% di errore
- E’ stato migliorato l’algoritmo di lettura del codice identificativo in modo da ridurre al minimo il margine di errore
- E’ stata introdotta una correzione automatica sulla dimensione della traccia con il concetto di “chip di riferimento”
- L’accuratezza della misura risulta pertanto migliorata grazie all’estensione su un più ampio intervallo della calibrazione non lineare
- Il tempo di analisi per rivelatore è ora inferiore a 20 s

I sistemi precedenti, anche proprio quelli più vecchi, possono essere aggiornati alla nuova versione; avrete così il vostro microscopio adattato alle nuove ed avanzate prestazioni.

In allegato locandina nuovi sistemi e il manuale d’uso.

Per qualsiasi ulteriore informazione tecnica e commerciale Vi preghiamo di contattarci
Cordiali Saluti

Dott.ssa Luisa Salvatori
Responsabile Tecnico
FGM AMBIENTE sas
info@fgmambiente.it

Linee guida per le misure di Radon in ambienti residenziali.

Il radon ed i suoi prodotti di decadimento sono uno degli argomenti di maggiore attualità nell’ambito dei fattori fisici di rischio ambientale. Essi sono considerati tra i principali inquinanti dell’aria indoor, classificati come agenti cancerogeni di gruppo 1 (agenti di accertata cancerogenicità per l’uomo) dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC/OMS) [1, 2, 3].

Linee guida per misure di Radon in ambienti residenziali.

Linee guida per misure di Radon in ambienti residenziali.

La presenza del radon nelle abitazioni dipende principalmente dalla tipologia del suolo sul quale è costruito l’edificio e dai materiali da costruzione utilizzati. Normalmente il radon penetra nelle abitazioni dalla parte inferiore dell’edificio (crepe, fessure, canali, tubazioni ecc. nella pavimentazione o nelle pareti a diretto contatto con il terreno).

Alcuni materiali da costruzione contenenti minerali di origine vulcanica (p. es. certi tipi di tufi utilizzati essenzialmente nel Centro-Sud dell’Italia) possono emettere quantità di radon non trascurabili che si vanno a sommare al contributo dovuto all’emissione dal suolo.

In Italia, a differenza dei luoghi di lavoro (D.lgs n. 230/1995 – D.lgs n. 241/2000, capo III-bis), non esistono per gli ambienti di vita disposizioni a carattere normativo che stabiliscano i livelli di riferimento per la salvaguardia della popolazione dai rischi derivanti da esposizioni a sorgenti naturali di radiazioni e le misure da intraprendere in caso di loro superamento [4, 5, 6, 7, 8].

A livello europeo, è stata emanata la Raccomandazione 90/143/Euratom del 21/II/1990 sulla tutela della popolazione contro l’esposizione al radon in ambienti chiusi. Essa individua in 400 Bq/m3 il livello di concentrazione media annua di gas radon per un’azione correttiva per gli edifici già esistenti, mentre per gli edifici da costruire il livello di concentrazione danon superare è di 200 Bq/m3.

Alcuni paesi hanno adottato valori di riferimento, raccomandati o imposti con valore normativo come indicato in tabella n. 1.1. Anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha raccomandato dei livelli di azione per la concentrazione di radon nelle abitazioni nella misura di 200 Bq/m3.

Nonostante l’assenza di normative specifiche, i vari laboratori p.e. i Centri di Riferimento Regionali per la Radioattività presenti sul territorio italiano hanno intrapreso già da tempo una serie di iniziative volte a determinare la concentrazione di radon nelle abitazioni e scuole delle regioni italiane attraverso numerose campagne di misura. Di particolare rilevanza è l’Indagine Nazionale sulla radioattività naturale nelle abitazioni, condotta nei primi anni novanta e coordinata dall’ISS e dall’ENEA-DISP (ora APAT) [9, 10, 11].

Uno studio effettuato nell’ambito delle attività del CTN-AGF (anno 2001, TASK 06-12-2001 “Rassegna nazionale delle iniziative di monitoraggio in tema di radon per la caratterizzazione del territorio”) conferma che, a tutto il 2001, erano state effettuate, o erano in corso di svolgimento, numerose campagne di misura a valenza territoriale rivolte alla determinazione dei livelli di concentrazione di radon nell’aria indoor di edifici abitativi o scuole (Allegato A). Allo stesso tempo, questa rassegna evidenzia una notevole varietà d’approccio al problema, in modo particolare per quanto riguarda le strategie utilizzate per il campionamento delle abitazioni dove effettuare le misure, gli strumenti ed i metodi di misura utilizzati e la durata del periodo di esposizione dei rivelatori (si veda anche Allegato B).

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Rischio Radon, come contenerlo?

Considerazioni sugli aspetti di comunità e prevenzione lavorativa, ma anche sulla misura e valutazione integrata con i diversi inquinanti indoor, fino agli interventi di prevenzione tecnica adottabili.

Leggi l’articolo.

Tesi: Determinazione della concentrazione del Gas Radioattivo Radon …

Determinazione della concentrazione del Gas Radioattivo Radon attraverso l’analisi delle tracce nucleari prodotte dai prodotti di decadimento del Radon su matrici polimeriche (PADC).
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Misure di Radon indoor nelle abitazioni del Veneto.
Indicazioni per le misure.

La tipologia di misure che si prospetta per caratterizzare un valore di radon rappresentativo dell’abitazione è quella di valutazioni annuali (con impiego dunque di uno o più dosimetri ad integrazione basati su rivelatori di tracce o elettreti): l’anno infatti è l’unità temporale adatta per mediare sulle fluttuazioni connesse a clima ed uso della casa.

Si dà indicazione per un’unica determinazione al piano più basso dell’abitazione (sotterraneo/seminterrato escluso, purché non esaustivo dell’abitazione), in un locale ad alta frequentazione diverso da bagno o cucina. La scelta del piano più basso dell’abitazione è cautelativa, poiché ivi mediamente si rinvengono le concentrazioni più elevate di radon, in quanto in genere il suolo è la causa principale dell’ingresso del gas nell’abitazione.

È raccomandato il normale uso dell’abitazione e il mantenimento delle normali abitudini di vita, proprio per avere una più accurata stima della reale esposizione al radon e ai suoi prodotti di decadimento.

Il dosimetro va posizionato in un luogo “aperto”, ossia che non sia schermato rispetto all’ambiente abitato.

Al termine dell’esposizione il dosimetro va rispedito all’organismo di misura nel più breve tempo possibile (qualche giorno), utilizzando sistemi rapidi di invio postale. Questo evita che il dosimetro sia soggetto ad esposizioni aggiuntive rispetto a quelle della propria abitazione.

L’organismo di misura deve avere cura di preservare opportunamente il dosimetro per il periodo precedente all’esposizione.

Il pericolo nascosto che uccide una persona ogni due giorni.

Quanti conoscono il gas Radon? E quanti sono a conoscenza se nel luogo in cui abitano o risiedono abitualmente vi è questa inquietante presenza? Pochi, per la verità: difatti a quasi nessuno viene in mente di far rilevare la presenza del gas nelle proprie abitazioni.

Radon, il pericolo invisibile che uccide.

Radon – Il pericolo invisibile che uccide.

Questo ignorarne l’eventuale presenza, tuttavia, si stima possa essere nel mondo causa di morte di una persona ogni due giorni per cancro ai polmoni.Il Radon è un nemico subdolo la cui presenza passa inosservata poiché si tratta di un gas incolore, insapore e inodore. Si forma dalla rottura o decadimento dell’uranio contenuto naturalmente nelle rocce e nel sottosuolo. Una volta formatosi, come tutti i gas, tende a volatilizzarsi ed essere respirato da chi ne viene a contatto.L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, o WHO) lo ha inserito insieme al fumo di sigaretta e l’amianto tra le cause numero 1 di cancro. In Italia il gas Radon è considerato la seconda causa di morte per cancro ai polmoni.Uno studio irlandese condotto dal Radiological Protection Institute of Ireland ha stimato di recente che solo in questo Paese ci sono 250mila persone a rischio di morte prematura. In Italia la situazione è forse meno drammatica, tuttavia anche nel nostro Paese la presenza del gas Radon è elevata in particolare in alcune regioni come la Lombardia, il Lazio, la Campagna e il Friuli. Concentrazioni di questo gas si trovano comunque in misura variabile in tutte le regioni.A seguito dello studio irlandese, gli esperti sono in allarme. E la dottoressa Ann McGarry nella nota RPII ha dichiarato che «Nella maggior parte di queste case gli occupanti non sono a conoscenza di viverci con un grave rischio per la salute – e perché non sono a conoscenza del problema, non si possono proteggere».Le concentrazioni di Radon nell’ambiente e nelle abitazioni si misurano in Becquerel per metro cubo (Bq/mc). E, in Europa, i limiti di concentrazione media annua nelle abitazioni è fissato in 400 Bq/mc per le abitazioni costruite prima del 1990; e in 200 Bq/mc per quella posteriori.Una delle soluzioni pertanto rimane informarsi se nella propria zona di residenza – e in particolare nella propria casa – vi è la presenza di gas Radon e, nel caso, prendere provvedimenti: per esempio, installare dei rilevatori e misuratori. Se, a seguito dei controlli, la presenza del gas si rivelasse troppo elevata, spesso non rimane alternativa che cambiare abitazione – se si vuole proteggere la propria salute.[lm&sdp]Fonte foto: Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat).

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