Radioattività e acque potabili
Direttiva 2013/51.

Radioattività e acque potabili
Direttiva 2013/51.

E’ stata pubblicata, il giorno 7 Novembre 2013, la Direttiva 2013/51 del 22 Ottobre 2013, che “che stabilisce requisiti per la tutela della salute della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano“.

Scarica la nuova Direttiva in formato .doc, .pdf e .htm e nelle 24 (meno una) lingue ufficiali dell’Unione, dal Sito del Giornale Ufficiale dell’Unione Europea.

La direttiva in lingua inglese e italiana.

Radioattività e acque potabili - Direttiva Europea 2013/51

Radioattività e acque potabili – Direttiva Europea 2013/51.

 

Le disposizioni della Direttiva sostituiscono quelle della Direttiva 98/83/CE per quanto riguarda i requisiti per la protezione sanitaria della popolazione relativamente alle sostanze radioattive presenti nelle acque destinate al consumo umano.

La Direttiva riguarda le acque destinate al consumo che non siano …

acque minerali naturali o acque medicinali, che sono invece soggette a regole specifiche stabilite dalla Direttiva 2009/54/CE e dalla direttiva 2001/83/CE.

Analogamente, anche il contenuto di radon, che è oggetto di una pubblicazione separata (raccomandazione 2001/928/Euratom, relativa alla qualità delle acque destinate al consumo umano per quanto riguarda il radon e i prodotti di decadimento del radon a vita lunga) deve rientrare nell’’ambito di applicazione della Direttiva.

Nella Direttiva viene utilizzato un parametro di riferimento che è definito come “Dose Indicativa” (DI), che non è altro che la dose impegnata annuale dovuta all’ingestione dell’acqua in questione, considerando tutti i radionuclidi ivi presenti (art. 2, comma 3).

E’ anche definito un cosiddetto “Valore di Parametro“, che è la concentrazione al di sopra della quale è necessario che lo Stato Membro implementi un intervento o un’azione correttiva (art.2, comma 4).

Per intenderci, il “valore di parametro” definito per la concentrazione di radon e per il trizio è pari a 100 Bq/L, mentre per la Dose Indicativa è pari a 100 microSv. Si noti anche che sono sempre considerati giustificati, secondo la Direttiva, i provvedimenti correttivi al di sopra dei 1000 Bq/L di radon.

La Tabella dell’All.I non comprende ovviamente tutti i radionuclidi che si possono incontrare nella pratica: è chiaro però che l’indicazione della Dose Indicativa di 100 microSv consente di raffrontare la dose impegnata dovuta alla presenza eventuale di altri radionuclidi e quindi di decidere in merito ad un intervento.

Il calcolo deve essere effettuato utilizzando un quantitativo di acqua ingerito annualmente pari a 730 L per gli adulti (ma non sono date indicazioni per i bambini: ci si può certamente riferire agli standard ICRP, ma questo rischia di generare una difformità nel calcolo fra diversi Paesi Membri -e diversi Paesi presentano concentrazioni di Uranio e di Radon assai importanti).

Interessante (e assai appropriato!) è l’obbligo imposto agli stati Membri, affinché le analisi siano effettuate da Laboratori Certificati: “Gli Stati membri provvedono affinché i laboratori in cui sono analizzati i campioni siano dotati di un sistema di controllo analitico di qualità posto sotto la sorveglianza di un’organizzazione esterna riconosciuta a tal fine dall’’autorità competente ” (art. 6, comma 3).

In Italia basterebbe l’applicazione, purtroppo mai avvenuta, dell’art. 107 del D. Lgs. 230/95 e ss.mm.ii.: si veda al proposito il bel lavoro di Gianfranco MINCHILLO negli Atti del Convegno AIRP 2013 di Palermo.

La data entro cui la Direttiva deve essere recepita nella legislazione nazionale è fissata al 28 Novembre 2015: considerata l’imminente pubblicazione della Nuova Direttiva di Radioprotezione (BSS), che avrà un periodo di implementazione analogo, è ragionevole pensare che la Direttiva 2013/51 possa essere integrata nel nuovo Decreto di recepimento della BSS.

L’Allegato II contiene l’indicazione del numero minimo di prelievi per le fonti di acqua, in funzione della produzione annuale, e sono riportati in Tabella.

L’Allegato III, tecnico, tratta delle misure. E’ indicato che il controllo degli (altri) radionuclidi deve essere effettuato se è ecceduto il 20% della concentrazione derivata corrispondente ad uno qualunque dei valori di parametro. Ciò significa che, supponendo, se la concentrazione in acqua potabile del Cs-137 che corrisponde al valore di parametro fosse 10 Bq/L, qualora si misuri più di 2 Bq/L occorre ricercare altri radionuclidi.

E’ imposto anche che gli Stati Membri mettano in atto dei sistemti di screening della radioattività alfa totale e beta totale, con valori di parametri raccomandati pari, rispettivamente, a 0.1 Bq/L e 1 Bq/L (ma modificabili se si dimostra che questi corrispndano a meno di 100 microSv annuali di Dose Indicativa).

Una opportuna tabella finale riporta le caratteristiche minime del sistema di misura della radioattività, specificando le attività minime rivelabili, conformemente alla norma ISO 11929, relativa ai fondamenti e alle applicazioni della determinazione dei limiti caratteristici (soglia di decisione, limite di rivelazione e limiti dell’intervallo di confidenza) per le misure delle radiazioni ionizzanti, con probabilità di errore del primo e secondo tipo di 0,05 in ciascun caso; e indicando le incertezze di misura, calcolate e riportate come incertezze standard combinate o come incertezze standard estese con un fattore di estensione di 1,96, conformemente alla Guida ISO per l’’espressione dell’’incertezza nelle misurazioni.

About the Author

Comments are closed.